RIDA-Italia

RETE delle IMPRESE della DIASPORA ALBANESE in ITALIA
MD Vat Marashi

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INCONTRI ITALO KOSSOVARI

Un ricco maggio italokossovaro quello appena passato, che movimenta i rapporti tra "La Svizzera dei Balcani" e  lo  Stivale, terreno per eccellenza degli Arbresh, che rappresentano una parte di rilievo della Diaspora Albanese nel Mondo, da Piana degli Albanesi (e non dei Greci  come erraticamente qualcuno voleva chiamarla quasi ad ammantare un'appertenenza da nascondere), ad Ururi del Molise, da Spezzano Albanese a San Caterina Albanese, giusto per citarne alune  Comunità nel Bel Paese, con migliaia di famiglie di lavoratori e  di imprenditori che in tutta italia hanno realizzato aziende leader da Firenze a Venezia da Roma a Milano ecc.
Grande attenzione a questo popolo, da parte del Governo di Pristina e del Ministero della Diaspora che ha ricevuto 50 sindaci di Comuni Arbresh nella prima decade di Maggio.
Inoltre una delegazione del Ministero della Diaspora ha avuto incontri con L'ICE e il Ministero Affari Esteri durante i quali sono state focalizzate le molteplici opportunità di collaborazione e culturale e imprenditoriale e di interscambio  tra il Kossovo ad altissimo tasso di crescita economica e l'Italia che rimane sempre una delle grandi potenze manifatturiere dell'Europa (come abbiamo osservato nell'area industriale del Comune di Vushtrrija dove in un capannone di 13.000 mq campeggiavano le macchine industriali made in Italy ) e leader mondiale della Moda e della creatività .

A stretto giro si sono  svolti, nell'ultima decade di maggio i Be 2 Be, nell'ambito del Forum Economico della diaspora albanese a Pristina,che hanno fatto toccare con mano al Gruppo italiano presente, la Potenza industriale kossovara nel settore agroalimentare, nelle costruzioni e nella produzione di mobili e tecnologie che possono guardare al mercato europeo con ambizioni competitive.

Numerose opportunità di interscambio sono emerse, che andranno coltivate nel prossimo futuro per potenziare l'interscambio tra Kossovo e Italia che può dare di più. Le giornate italokossovare si sono concluse con la festa dei 50 anni di Bekim Brestovci Presidente di BIMET Group, una JV italokossovara che ha tra i suoi obiettivi la promozione degli scambi scientifici industriali e commerciali tra Italia e Kossovo.

Prossimi incontri a Prizren il 6 e il 7 di luglio, in quello che è il polmone agroindustriale del Kossovo.
Una nuova primavera italo kossovara è cominciata!
Vat Marashi
Presidente RIDA Italia
www.rida-italia.it
AGENDA DEL FORUM ECONOMICO DI PRISTINA

IL FORUM ECONOMICO DELLA DIASPORA ALBANESE DI PRISTINA E LA FESTA DEI 50 DI Bekim Brestovci PRESIDENTE DI BIMET GROUP

Si è conclusa la due giorni economica di Pristina in quella che ci apparve subito come la Svizzera dei Balcani.
Negli incontri be 2 be e nelle visite alle aziende leader si è toccato con mano il rigoglioso sviluppo industriale e culturale, che vedrà un ruolo del genio creativo e del know how italiano per nuovi successi del mondo economico balcanico che punta a nuovi mercati e a una superiore qualità della vita .

Auguri Bekim
Vincenzo Valenzi



SINERGIE ITALO KOSSOVARE

Sulla scia del grande sviluppo dell'imprenditoria italiana in Albania, il Presidente della RIDA Italia Vat Marashi ha organizzato una visita di una delegazione economica e scientifica italiana a Tirana e a Pristina per verificare sul campo nuove opportunità di collaborazione in campo scientifico ed economico.
Si è toccata con mano la grande presenza italiana a Tirana con il ristorante dell'abergo Hermes nel centro che somigliava ad un ristorante di Trastevere, con una terra in grande sviluppo con le contraddizioni di una citta a macchia di leopardo che mischia innovazione e tradizione e molti cantieri in azione che ricordano l'Italia del Boom economico degli anni 60. Si può fare molto ancora e la RIDA-italia farà la sua parte a tutti i livelli possibili, ma la strada per gli italiani a Tirana non è solo aperta, ma spalancata e ben frequentata.
Una realtà diversa nel Kossovo, che si presenta dalle prime osservazioni sulla autostrada che ci porta a Pristina, come la Svizzera dei Balcani, che raggiungiamo con i favori del cielo, quasi a dirci che questo incontro "sa da fare", contro le molte indicazioni (non solo meteorologiche) che sconsigliavano la visita in un Paese che viene ancora associato ad un teatro di guerra, con memorie negative varie.
In effetti a Pristina in una città palesemente ricca e ordinata (alla Zurigo per intenderci), troviamo scenari socioeconomici di grande interesse con una forte presenza svizzera (nota per investire sul sicuro) e tedesca oltre che statunitense. Debole quasi invisibile il mondo economico italiano, benchè nel corso degli incontri con operatori economici e politici, emerga un forte interesse a cooperare, in un clima di familiarità tipica di popoli che tanto hanno in comune nella storia e nella vita delle comunità albanesi che sono insediate in Italia e in Calabria in particolare, a cui sarà dedicato un libro sulla storia, le luci, le ombre delle due popolazioni che, benchè abbiano dato contributi e uomini di prima grandezza alla storia umana, in tutti i campi, sono coperti da un improprio segno di popoli minori caratterizzate da rozzezze e povertà che la realtà storica smentirà come emergerà nel libro che sarà presentato nel corso delle giornate Calabresi Albanesi che si terranno a breve.
Grande spazio negli incontri alla cooperazione in ambito agroindustriale e all'interscambio nei segmenti alti dell'HI Tech Made in Italy e nelle produzioni bio nel settore alimentare e zootecnico. Un occhio particolare al rilancio del Turismo Terapeutico (l'antica climatoterapia) che dai mari adriatici alle aree montane del Kosovo e del Nord Albania si candida a far rivivere i fasti di vacanze nella Potenza della Natura guaritrice, nel quadro del progetto europeo per alleggerire le città super affollate e super inquinate e far rivivere le aree rurali e montane di alta qualità terapeutica che saranno al centro di un progetto europeo di ricerca che verificherà l'attualità e l'importanza di soggiorni terapeutici in climi favorevoli alla salute come quelli marini e montani, a potenziare la potenza della medicina moderna in una ottica di coerenza e sostenibilità.
Un grazie particolare al Presidente della RIDA tedesca Bekim Brestovci, leader di una rete di imprese in Germania e consigliere speciale del Governo del Kosovo per l'internazionalizzazione, che ha organizzato un cordiale e proficuo incontro con il Ministro della Diaspora e Vice Premier a dimostrazione dell'importanza della cooperazione tra emigrati e terra natale che sta favorendo la crescita esponenziale dei Paesi di lingua albanese. Nell'incontro governativo con il Vice Premier a curare gli interessi italiani, Salvatore Oliverio che da oltre trentanni opera con successo nello sviluppo di relazioni fiduciarie delle imprese italiane all'estero, e Vincenzo Valenzi che coordina il progetto europeo sulla climatoterapia e altre ricerche in ambito farmaceutico e in aree sensibili dello sviluppo sostenibile.

RIDA Italia (Rete delle Imprese della Diaspora Albanese in Italia), Traduzione dalla Lingua Albanese: RBDSH (Rrjeti i Bizneseve te Diaspores Shqiptare), è attualmente Una delle 25 Reti  in altrettanti Paesi  (Stati) nel mondo, ma in crescita continua di numero dei paesi altrettanto di capacità operativa, che vengono costituiti  in seguito ad una decisione del Governo della Repubblica del Kosova, quando nel 2013 Deliberava la “Strategia della Repubblica del Kosova per la Diaspora ed i Migranti, 2013-2018” e in seguito il Ministero della Diaspora ha cominciato e aiutato nella creazione delle Reti delle Imprese della Diaspora nellla maggior parte dei paesi dove la nostra diaspora vive e lavora.
Per di più, il 18 Maggio 2014, si tenne “Il Forum per la Costituzione della RETE IMPRESA DIASPORA ALBANESE,  dove parteciparono rappresentanti delle 15 Reti fin allora costituiti.
Definiti le linee generali, le strategie e le modalità di come proseguire, fu eletto il Consiglio Generale della RIDA Mondiale (RBDSH Boterore), che si investii  per lo sviluppo della Rete stessa allargando in molti altri paesi.
Oggi la Rete è presente in circa 25 paesi e in 4 Continenti, con gruppi (Reti), come quello negli USA e Germania ecc, che contano molti membri, imprenditori albanesi e che hanno fatto sì che entrino nelle terre dove vivono albanesi, molti investimenti e investitori, sia dagli albanesi stessi sia dagli partner stranieri, creando migliaia di posti di lavoro.
La nostra Rete, presentata sulla base della Legge Italiana per tali soggetto, pur mantenendo  in linee generali la Piattaforma e lo statuto della Rete Mondiale, in pochi mesi ha fatto passi importanti per qualità e crescita, creando i Gruppi in Toscana, Lombardia, Calabria, Puglia, Basilicata nonché il primo gruppo che fu costituito a Treviso e, che si sta espandendo nelle altre Regioni …
La Rete  delle Imprese della Diaspora Albanese in Italia, (RIDA ITALIA), segue le linee della Rete mondiale, nel conoscere progressivamente gli imprenditori albanesi nelle diverse regioni e comuni, presentando lo statuto e, sulla base volontaria crea aggregazione tra loro, per conoscersi, aiutarsi e successivamente creare le condizioni per lo sviluppo della impresa albanese nei paesi dove vivono e lavorano gli albanesi, sia nuovi immigrati del post novanta sia quelli antichi e storici, i meravigliosi Arbresh, che non solo sono un mosaico di ricchezza unica per professionisti e cultura ma sono anche il miglior “passaporto” dell’Albania per il reinserimento nella parte dei popoli democratici in Europa e nel Mondo.
INSTAT: la diaspora albanese ammonta a circa 1,6 milioni di persone (tratto da: https://www.albanianews.it/statistiche/instat-diaspora-albanese)

Per la prima volta l'INSTAT ha pubblicato uno studio riguardante la diaspora albanese, che - secondo INSTAT: la diaspora albanese ammonta a circa 1,6 milioni di persone in altre parole, il 36% degli albanesi totali vive al di fuori del Paese delle Aquile.
La pubblicazione si inserisce nella strategia nazionale per la diaspora, il quale scopo è il valutare il numero della diaspora albanese basandosi sulle caratteristiche demografiche e sociali di base.

La storia della diaspora albanese
Le più antiche comunità albanesi nel mondo sono gli Arbëresh in Italia e gli Arvaniti in Grecia. I primi sono riusciti a conservare la loro identità nei secoli, mentre i secondi sono nella fase finale della loro assimilazione alla cultura greca.
Successivamente, le comunità albanesi sono arrivate anche in Egitto, Turchia, Stati Uniti, Belgio, Australia e in tanti altri paesi.

Gli Arbëresh in Italia
Gli Arbëresh rappresentano la più antica comunità albanese e anche la più fedele, visto che hanno conservato le tradizionali nazionali di generazione in generazione per cinque secoli.
E’ difficile sapere con precisione il numero totale degli Arbëresh in Italia oggi. Tuttavia, secondo alcuni dati, sappiamo che dopo la morte dell’eroe Giorgio Castriota Scanderbeg, 200.000 albanesi si stabilirono nell’Italia meridionale, dove ora ci sono circa un centinaio di villaggi Arbëresh, sparsi tra Puglia, Basilicata, Campania e Sicilia.

Gli albanesi d’Egitto
Le prime comunità albanesi in Egitto risalgono all’inizio del XVIII secolo, con l’insediamento di Mehmet Ali Pasha in Egitto. La dinastia di quest’ultimo guidò l’Egitto per circa 150 anni, dal 1805 al 1952.
Dato che la maggior parte di loro faceva parte delle milizie, alcuni di loro si sono sparsi anche in altre aree come la Palestina, la Siria, il Libano, la Libia, lo Yemen e il Sudan. Ciò è testimoniato dai discendenti di molte famiglie di origini albanesi  che vivono lì oggi con il cognome Arnauti o El-Albani.

Gli albanesi d’America
Il numero della diaspora negli Stati Uniti è aumentato, specialmente negli ultimi anni, anche se non è possibile conoscere una stima esatta poiché gran parte di loro si è trasferita negli USA con passaporti di altre nazioni, come Jugoslavia, Turchia e Grecia.

Gli albanesi di Turchia
Non c’è dubbio che il maggior numero di albanesi si sia trasferito in Turchia nel corso della storia. Essi si sono stabiliti in diverse città, da Istanbul a Izmir, passando per Bursa, Ankara, Kajser e tante altre città. Sono circa 1,5 milioni gli albanesi trasferitisi in Turchia negli anni, numero che ad oggi – seguendo il corso naturale degli eventi – dovrebbe essere aumentato a 6,2 milioni.


Il Professor Mikerezi
Ilia Mikerezi è un genetista specializzato in uno dei rami di questa disciplina, quello dello studio dei cambiamenti genetici delle popolazioni. Per la prima volta ha fatto uno studio in questo ambito anche sull’Albania, uno degli ultimi paesi in Europa a non avere una mappa che testimoniasse la genesi dei suoi abitanti, i legami e le differenze con le altre popolazioni mondiali.
La conversazione con il Prof. Mikerezi è difficile perché il suo lavoro è legato con decine di termini scientifici che non corrispondono ad altri più comprensibili a un lettore non esperto in materia. Le sue ricerche quasi ventennali, realizzate con metodi diversi, hanno portato a risultati in qualche modo attesi a conferma della tesi che le assomiglianze genetiche delle popolazioni tendono a estendersi nelle linee principali dei loro contatti geografici.
Lo studio iniziato con metodi empirici e integrato dall’analisi di un campione di 200 individui, classifica geneticamente gli albanesi come “cugini” con le popolazioni dell’area anatolica e mediorientale.
Assomiglianze notevoli si incontrano con le popolazioni greche e turche e con alcune popolazioni dell’Europa Centrale e Orientale, ad esclusione delle estremità del continente europeo. Inoltre, gli albanesi sono simili ai tedeschi, ai francesi, agli austriaci e agli italiani ma non si assomigliano geneticamente con britannici e spagnoli.
All’interno del territorio albanese ne viene fuori un’altra mappa genetica che ricostruisce i legami e le differenze tra le regioni.
Le regioni di Scutari, Peshkopi e Kukës appaiono più isolate geneticamente tra loro, invece ci sono assomiglianze tra gli abitanti dell’area Tirane – Durres – Elbasan e dell’area Berat – Korçe.
Negli studi genetici non vengono presi in considerazione solo alcuni secoli, i genetisti studiano periodi che vanno fino ad alcune decine di migliaia di anni”, dice il Prof. Mikerezi che sostiene che questi studi sono uno dei metodi più rilevanti nella definizione della genesi dell’uomo.
Egli afferma che oggigiorno è ampiamente conosciuto che la genesi dell’essere umano è iniziata in Africa e successivamente c’è stata l’emigrazione verso due direzioni principali: l’Europa e l’Asia.
La genetica prova che siamo tutti molto simili e apparteniamo allo stesso ceppo. Le differenze tra le razze e le nazionalità sono apparse per via di vari fattori tra i quali la selezione e le condizioni naturali”, racconta il professore sottolineando che la scienza per creare la mappa genetica della popolazione mondiale utilizza la distanza genetica tra le popolazioni e quelle linguistica e culturale.
Lo studio in Albania
“Ho iniziato questo lavoro all’inizio degli anni Novanta. Per via dei costi altissimi dello studio genetico, inizialmente abbiamo utilizzato il metodo della comparazione dei cognomi. Prima di allora, era stato fatto un altro studio sui gruppi sanguigni e sulla frequenza della loro presenza nella popolazione albanese.
Abbiamo iniziato con la comparazione dei cognomi e dieci anni più tardi, sono stati prelevati campioni da 200 individui da tutta l’Albania, la cui analisi ha portato agli stessi risultati”, dice il Prof. Mikerezi.
ulle popolazioni con tendenza di assomiglianza genetica tra le regioni albanesi, i risultati dimostrano che le regioni di Scutari, Peshkopi e Kukes sono più isolate geneticamente tra loro, invece gli abitanti dell’area Tirana – Durazzo – Elbasan e dell’area Berat – Korçe hanno assomiglianze più evidenti tra loro. Nella comparazione con le popolazioni del mondo, si nota un’assomiglianza genetica con l’area anatolica e mediorientale e con alcune regioni dell’Europa Centrale e Orientale.
Il Professore spiega che un risultato simile era logico perché le assomiglianze sono condizionate anche dai legami lineari geografici: “Gli albanesi assomigliano a greci e turchi ma differiscono dalle popolazioni slave”.
I campioni prelevati in Albania sono stati inviati in Estonia, in uno dei laboratori più moderni europei, e dalla loro analisi si è provato che la popolazione albanese è ricca di profili genetici del tipo U e H che sono anche i profili tipici delle popolazioni europee.
L’importanza dello studio
“Queste mappe hanno un valore conoscitivo straordinario perché spiegano la storia dell’essere umano dalla sua genesi. Dimostrano e testimoniano che tutti apparteniamo ad un ceppo comune, tutti proveniamo da un’unica ‘madre’ che inizialmente è vissuta in Africa e successivamente è emigrata in tutto il mondo. Questo ci fa diventare tutti un po’ cugini gli uni con gli altri”, dice il Prof. Mikerezi.
L’Albania era mancata nella mappa genetica, ma ora grazie anche allo studio del professore, potrà avere una chance in più la risposta alla domanda: da dove provengono gli albanesi e a chi assomigliano di più.

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